bio

luoghi the spanish rainbow

Paola Grizi è cresciuta in una famiglia in cui l’arte è tradizione: il nonno paterno, Piero Grizi, era pittore e scultore, la zia materna Giovanna Ceccaroni Cambi-Voglia, ceramista.  Ha coltivato la sua passione per la scultura parallelamente ad altri percorsi di studio e di lavoro (laurea in lettere, giornalismo).

Nel 2014 ha vinto il 1° premio al 3° Concorso Biennale Internazionale di ceramica artistica di Ascoli Piceno, nel 2014 e 2015 è stata invitata dal Governo Cinese a rappresentare l’Italia al 3rd and 4th China Changchun International Ceramics Symposiums, dove ha realizzato opere in esposizione permanente.

Nel 2015 ha vinto il premio speciale del pubblico al 35° CICA International Competition de L’Alcora (Spagna) e nel 2016 è stata invitata a far parte della Giuria della 36° edizione.

Nel 2016 è stata selezionata, insieme ad altri artisti internazionali, dalla Pontificia Università Gregoriana in collaborazione con la Kunst-Station per un progetto di arte contemporanea presso la chiesa di S. Peter a Colonia (Germania).

Nel 2017 le è stata affidata la direzione artistica della Civica Scuola di Ceramica d’Arte “Mastri Vasari Auximi, 1308” ad Osimo.

Vive e lavora a Roma.

Paola Grizi 8 febbraio 2017

 


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Paola Grizi is an artist who is best known for her contemporary artwork.

She won the 3rd Biannual International Ceramic Contest of Ascoli Piceno and in 2014 and 2015 she was invited by the Chinese Chanchun Municipality to represent Italy in the third and fourth China Changchun International Ceramics Symposiums. She also won the Special Public Award at the 35th CICA International Competition de L’Alcora in Spain and then went on to serve on the jury of the same contest in 2016. Additionally she was chosen by the Pontifical Gregorian University in collaboration with the Kunst-Station of Köln in Germany for a Contemporary art project in the Church of Saint Peter, along with eleven other international  artists.

Paola first became interested in art while she was still a child, mentored by her grandfather, who was a famous Italian painter and sculptor. She studied Classics in high school and earned her degree in Italian Literature with first-class honors. After that, she embarked on a career in journalism and editing, at the same time spending time on her art, working heavily with clay.

Particularly well-known around Italy, she has been featured at exhibits in Rome, Faenza, Venice, Florence, Milan, Pisa and Ferrara, among other cities. She is respected as a sculptor and highly sought-after when it comes to projects both professional and personal.

(Art Galaxie)


L’aspetto umano e le suggestioni plastiche, più o meno sintetizzate, si sviluppano attraverso una figurazione che, nella sua apparente classicità, è straordinariamente contemporanea, frammentando il volto tra le pagine di un libro o ricomponendolo tra elementi entropici di un caos quotidiano.

Così il supporto diventa parte integrante dell’opera, portando con sé ulteriori significati da decifrare, come la parola incisa che fa immaginare nuovi scenari, in un racconto tutto da scoprire.

Zenit, 20 novembre 2016
Paola Grizi: la leggerezza della materia

 

 


Quando l’argilla racconta la meraviglia della vita

( da Zenit – Federica Pansadoro)

  • Come ti sei avvicinata al mondo dell’arte e quindi della scultura? 

Prima di me, il mondo dell’arte era già stato ampiamente avvicinato dagli artisti della mia famiglia ma, proprio per la loro levatura, non mi sentivo in grado di percorrere una strada simile. Poi, in seguito a circostanze fortuite e ad importanti incontri artistici, ho iniziato ad esplorare la scultura con crescente entusiasmo fino a farne una professione, grazie al riscontro del pubblico e della critica: prima quello del web poi quello reale delle mostre e dei concorsi.

  • Quali sono i soggetti che prediligi raffigurare?

Prediligo le figure femminili e i bambini, non per una scelta meditata, ma istintiva. Lo spunto proviene dalla mia interiorità: ricordi, pensieri e istanti riemergono, facilitati da un mezzo duttile e non verbale come l’argilla.

  • Esiste un tua opera che ami in particolare?

Sì, si intitola Futuro ancestrale: rappresenta un neonato dormiente che si erge su mossi panneggi, che ne seguono le forme. È tra le mie preferite in quanto la sento come un simbolo, che lega passato e futuro dell’umanità,  nel comune denominatore  del rispetto che si deve ad ogni momento fragile e delicato della vita umana, in questo caso alla vita nascente.

  • Cosa rappresenta per te l’argilla?

L’argilla è per me un modo per esprimere compiutamente,  sinteticamente e iconograficamente il mio mondo interiore e la mia emotività. È anche un’attività di meditazione e concentrazione, in cui l’elemento tridimensionale e fisico della materia fa la differenza rispetto ad altre arti, favorendo un coinvolgimento globale che va dal cuore alle dita.

i primi lavori in creta

i lavori in creta da bambina…

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