- Paola Grizi


 

"...In questa colonna col "ventre" squarciato dall'irruenta emersione di un volto, il gioco della duplicità si risolve tutto nell'ambito del linguaggio, che crea una palese dicotomia con la tramatura vermicolare della superficie cilindrica e il bel volto femminile che s'affaccia dallo squarcio. La Grizi nella sua produzione alterna opere d'impianto accademico ad opere di epifanie improvvise all'interno di soluzioni più libere e movimentate. In quest'opera i due filoni del suo fare si ricongiungono, facendo convivere il volto di fattura classica con la declinazione dell'informale dei segni che movimentano il cilindro. Come altre opere con neonati tra mossi panneggi, anche questa va letta come una nascita. Anzi, probabilmente, come una ri-nascita personale, come farebbe pensare il volto femminile, simbolico autoritratto della Grizi, che squarcia la colonna-ventre, come appunto evoca la sua superficie "intestinale".

 
Giorgio Di Genova
(storico e critico d'arte)
dal catalogo del XXXIX Premio Sulmona 2012

 - Paola Grizi
 “Provocazione ed ironia unita all’eleganza e ad una piacevolezza estetica, questa, senza dubbio, è la definizione che trovo più adatta a descrivere le sculture di Paola Grizi”. (Gianluca Belli, curatore della galleria Giudecca 795, dove l’artista espone permanentemente)

 - Paola Grizi


"... in quei volti di donna  che spuntano dai tronchi, in quei corpi avvolti dalla terra, in quei bimbi rannicchiati vediamo la forza della donna, il suo contatto concreto, materico con la terra, con la vita nelle sue manifestazioni: Earth, quella bambina che abbraccia il mondo, ne è l'epitome perfetta... Ecco l'opera di Paola Grizi non può esimerci dal riflettere sulla condizione umana e questo è il suo slancio creativo"

Angelo Ariemma Centro di Documentazione Europea, Roma febbraio 2012 

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